Gusto in movimento

Veranda sul mare. Venticello, 26° circa. Tu in canottiera, davanti a una cofana di pasta e sugo. Fiasco, pane e tempo a volontà… Non sempre se po’ fà: appena ti muovi comincia il braccio di ferro fra spazio ed efficienza. Vai in montagna? Lo zaino teorico è da 1/10 a un massimo di 1/7 del tuo peso in una escursione … Continua a leggere Gusto in movimento

Taste & Fuori di Taste

Ecco a seguire tutte le info necessarie per Taste, l’evento dell’anno firmato Pitti Immagine. Non perdetelo! Dal 9 all’ 11 marzo, alla Stazione Leopolda di Firenze, nuova edizione del salone di Pitti Immagine dedicato al gusto: protagoniste quasi 400 aziende tra le migliori della penisola, e un focus speciale sul Pianeta Pane, un trend che … Continua a leggere Taste & Fuori di Taste

Acorn flour ovvero la farina di ghiande – Azienda Agricola il Gobbo – Lucca

In una giornata di Dicembre siamo andati a trovare Elisa Ciambelli, ideatrice, direttrice e imprenditrice dell’Azienda Agricola il Gobbo.
Siamo stati accolti da Elisa e Dorotea, la splendida maialina di cinta senese, compagna di passeggiate e avventure per i boschi sopra Segromigno.
Durante una delle sue passeggiate per i boschi, a caccia di ghiande, fece balenare nei pensieri della sua salvatrice un’idea: la farina di ghiande!
La raccolta viene fatta completamente a mano. Una ghianda alla volta. All’interno dell’azienda ci sono alcune querce, ma da sole non sono sufficienti a garantire l’intera produzione. Il resto delle ghiande provengono comunque dal circondario.
Dopo la raccolta le ghiande vanno lavate per dieci giorni in bagno d’acqua, poi tostate in forno, a temperatura controllata, per un’ora e quindi sbucciate con un apposito macchinario, ma all’Azienda Agricola Il Gobbo preferiscono farlo a mano, una per una.
Dopo la sbucciatura l’aspetto del prodotto è quello di un seme invitante, dal sapore simile a quello della castagna secca. Elisa procede quindi alla macinazione dei semi direttamente in azienda e ne ottiene una farina con ottime proprietà nutrizionali, senza glutine e ricca di vitamine e sali minerali. Nel primo anno di produzione, ha avviato una raccolta sperimentale di circa 100 kg di ghiande, con una resa in farina del 50%.
L’azienda agricola non è solo ghiande e querce, ma è molto altro. Con circa 3 ettari di terreno, si riesce a ricavare o raccogliere prodotti tutti certificati biologici. Continua a leggere Acorn flour ovvero la farina di ghiande – Azienda Agricola il Gobbo – Lucca

Smørrebrød ed è subito Copenaghen

Chi da bambino non amava pane e burro, non è mai stato davvero bambino.

La traduzione letterale di Smørrebrød è proprio pane e burro. Non il panaccio buono e sciocco dei Toscanacci, ma un altro buon pane, quello scuro dei paesi nordici per intenderci. In Danimarca è usanza antica prenderne una bella fetta e imburrarla.

Chi ha provato un’altra delizia come il british scone con burrino salato avrà già in mente una serie di sensazioni e di aromi fantastici, ma per favore non andate subito verso la cucina, finite prima di leggere.
Un buon panino aperto viene al mondo con piedi di segale (la fetta di pane preparata con pasta acida), calzati in una generosa spalmata di buon burro danese, un corpo libero e variopinto (le prelibatezze con cui uno chef accorto guarnirà la base) e nessun cappello! Il panino danese ha una sola fetta di pane.
La cosa forse più interessante di questo cibo è che, al momento, non rientra nel novero dei piatti accolti dalla cucina globale. Per cui l’unico modo di gustarne uno è recarsi oltre lo Schleswig-Holstein, buttarsi in automobile nel tunnel sotto il mare e arrivare in Danimarca, ma potete optare anche per un comodo aereo.

Se vi premierete in futuro con un viaggio a Copenaghen, tralasciate la sirenetta, che, beffarda, non vi guarda, ma volge il volto e lo sguardo verso un portuale panorama di gramo interesse, ma non scordate di “tastare” i “panini aperti”, gli smorrebrod!

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